Esami cutanei: i principali in uso in ambito clinico

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Esami cutanei: i principali in uso in ambito clinico

Per controllare ed identificare correttamente un problema cutaneo, quando si sospetta una reazione allergica che ha determinato un tipo di eruzione cutanea significativa, possono essere effettuati diversi esami cutanei. Si esegue ad esempio il test di contatto semplicemente usando una sostanza sospetta da applicare nella sede cutanea interessata dalla comparsa di un’eruzione, in questo modo si rintraccia il responsabile del disturbo. Si ricorre al test del cerotto, noto anche con il nome di patch test, quando si devono rintracciare alcuni allergeni, si impiegano in questo caso dei piccoli campioni di sostanze comuni, chiamate appunto allergeni, che si sospetta siano i fattori eziologci della reazione, che vengono applicati direttamente sulla pelle del paziente a livello del dorso, sotto un nastro adesivo. I cerotti vengono tenuti in posa per 48 ore e dopo vengono rimossi e dopo vengono applicati di nuovo dopo 96 ore, questo perché  la pelle richiede diversi giorni prima di produrre una reazione. In genere, la sostanza che agisce da allergene produce una eruzione rossastra e pruriginosa, in alcuni casi le sostanze possono causare un episodio irritativo che non dipende dalla reazione allergica. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di https://www.eczema-dermatite.it/lampada-di-wood-quando-si-esegue/.

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Altri tipi di test

esami cutanei

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Tra gli altri esami cutanei si ricorre al test di scarificazione (prick test) per evidenziare una presunta forma di orticaria, nel corso di questa indagine si applica sulla pelle del soggetto una goccia di estratto della sostanza sospettata, in seguito la goccia viene scarificata o punta con un ago per somministrare la sostanza nella pelle che viene sottoposta ad osservazione per esaminare la formazione di rossore oppure lo sviluppo del rash cutaneo tipico dell’orticaria. Invece il test di intradermoreazione consiste nell’introdurre a livello sottocutaneo una piccola quantità di una sostanza che potrebbe essere responsabile di reazioni della pelle anomale, la zona interessata dal test viene monitorata per rilevare la possibile comparsa di rossore e gonfiore, segni che indicano una reazione allergica.

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