Cheratosi palmo-plantare striata: manifestazioni tipiche

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Cheratosi palmo-plantare striata: manifestazioni tipiche

Una malattia della pelle come la cheratosi palmo-plantare striata deve la sua insorgenza ad una mutazione genetica a carico di tre geni codificanti per la cheratina 1 (KRT1), per la desmogleina 1(DSG1) e per la desmoplachina (DSP), nello specifico la cheratosi palmo-plantare striata si trasmette con modalità autosomica recessiva, per cui a causa della presenza di due mutazioni a carico di entrambe le copie del gene coinvolto, che vengono ereditate dai genitori, si manifesta questa condizione patologica cutanea. La malattia interessa l’epidermide del palmo delle mani e dei piedi, dove si formano calli e vesciche che provocano una sensazione dolorosa nel soggetto, la caratteristica principale delle lesioni è data dalla distribuzione a strie per cui il soggetto colpito evidenzia le alterazioni cutanei soprattutto nei punti di maggior pressione dei palmi. In ambito dermatologico vengono classificate diverse forme di cheratosi e tra quelle maggiormente riscontrate nei soggetti bisogna segnalare la cheratosi seborroica (Cheratosi seborroica sintomi e forme).

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Identificazione della malattia e trattamenti

cheratosi palmo-plantare striata

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La cheratosi palmo-plantare striata ha un esordio alquanto precoce visto che tende ad insorgere sin dall’infanzia, già nei primi mesi di vita oppure nei primi anni di età. Dal punto di vista diagnostico per rilevare quest’anomalia della cheratinizzazione non ci si limita solo ad osservare attentamente le manifestazioni cliniche del paziente, ma per una migliore conferma diagnostica si ricorre all’analisi molecolare, si può eseguire anche un esame istologico per poter formulare una diagnosi differenziale dalle altre cheratodermie. Come cura per la cheratosi palmo-plantare striata nei casi severi si prescrivono farmaci derivati dei retinoidi, per via sia sistemica sia locale, anche se il ricorso a questi farmaci deve essere stabilito caso per caso visto che si tratta di presidi medici che presentano diverse controindicazioni; si può anche indicare una terapia con cheratolitici, con lo scopo di scongiurare la proliferazione batterica o fungina.

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