Carbonchio da stafilococco infezione cutanea

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Carbonchio da stafilococco infezione cutanea

Una grave infezione da stafilococco può determinare la comparsa di un favo o carbonchio da stafilococco che coinvolge un gruppo di follicoli piliferi interessati da un accumulo di pus in profondità, dando forma ad un foruncolo solido. Quest’infezione piogenica della pelle oltre a provocare pus comporta altre manifestazioni quali dolore ed infiammazione, talvolta un singolo foruncolo può infettare i follicoli piliferi vicini provocando una forma di eruzione follicolare multipla. Di solito il carbonchio da stafilococco cresce velocemente e talvolta può diventare voluminoso, accanto a questa manifestazione possono sorgere altri sintomi di natura sistemica quali: affaticamento, brividi, febbre e malessere generale. Nei casi più gravi possono sorgere delle complicanze: dopo la formazione di una bolla di carbonchio, lo stafilococco può passare nel sangue scatenando batteriemia o setticemia, possono sorgere inoltre infezioni profonde ai vari distretti ed organi. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di http://www.my-personaltrainer.it/benessere/favo-carbonchio.html.

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Chi colpisce questa infezione piogenica

carbonchio da stafilococco

carbonchio da stafilococco

Le bolle cutanee sono la pricipale espressione del carbonchio, visto che evidenziano l’attivazione dell’infezione attivata dal batterio Staphylococcus aureus, in tal caso il patogeno è in grado di infettare la pelle dopo aver trovato una porta di accesso attraverso tagli, graffi o lacerazioni presenti sulla pelle; dopo aver invaso l’ospite lo stafilococco entra a contatto con l’organismo, scatenando una prima difesa immunitaria guidata dai neutrofili che si attivano per combattere l’infezione, ne segue il processo di infiammazione e di formazione di pus. I carbonchi da stafilococco tendono a colpire soprattutto alcune aree del corpo dell’uomo come ad esempio la schiena e la nuca, di solito vengono colpiti da questo genere di infezione piogenica soprattutto gli uomini, con una maggiore incidenza tra i pazienti diabetici ed immunocompromessi, in quanto si tratta di categorie di soggetti con sistema di difesa debilitato, una condizione che espone maggiormente l’organismo ad essere infettato da patogeni; la continua esposizione ad infezioni finisce per danneggiare la barriera protettiva naturale offerta dalla cute.

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