Idrosadenite suppurativa: infiammazione cronica

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Idrosadenite suppurativa: infiammazione cronica

L’infiammazione cronica del follicolo pilifero e delle strutture ad esso interconnesse determina una condizione perenne di flogosi a livello follicolare, si tratta del quadro clinico dell’idrosadenite suppurativa a cui si associa occlusione e rottura del follicolo da cui dipende la comparsa di lesioni cutanee più o meno severe quali: ascessi, fistole, cicatrici. Spesso in associazione delle masse gonfie e sterili si associa una sensazione di dolore, ed insorgono processi di suppurazione e tragitti fistolosi; quando la condizione tende a diventare cronica può subentrare un’infezione batterica e quando ad essere interessati sono i tessuti ascellari, la confluenza dei noduli infiammati determina la formazione di bande fibrotiche. Per formulare una corretta diagnosi oltre ad eseguire un esame obiettivo si segue il sistema di stadiazione di Hurley, una linea guida importante che permette di rilevare il livello di gravità dell’idrosadenite suppurativa, in base a tale stadiazione si distinguono le seguenti fasi: Fase I, formazione di ascessi singoli o multipli, senza fistole o cicatrici; Fase II, con formazione di ascessi ricorrenti singoli o multipli distanziati tra loro in associazione a fistole o cicatrici; Fase III, che si evidenzia con il coinvolgimentototale o pseudototale della zona o con la comparsa di diverse fistole interconnesse ed ascessi. Altre notizie su: http://www.eczema-dermatite.it/reazione-infiammatoria-dellidrosadenite-suppurativa/.

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Trattamento in base alla stadiazione

idrosadenite suppurativa

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In base alla diversa stadiazione si può intervenire adeguatamente sul paziente colpito dal quadro patologico dell’idrosadenite suppurativa, un trattamento farmacologico ad hoc in caso di sintomatologia ascrivibile alla Fase I prevede il ricorso alla clindamicina da applicare localmente, in combinazione con corticosteroidi intralesionali ed antibiotici per via orale. La Fase II dell’idrosadenite suppurativa viene curata ricorrendo ad una terapia farmacologica prolungata scandita da cicli più lunghi di antibiotici per via orale, talvolta è necessario il drenaggio o sbrigliamento chirurgico; nella Fase III il medico precrive come trattamento farmaci quali infliximab, spesso bisogna eseguire un’escissione chirurgica con sutura o l’innesto cutaneo. Attraverso un appropriato trattamento delle lesioni non solo si scongiurano delle nuove formazioni ma allo stesso tempo si riduce il processo infiammatorio.

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