Eczema atopico: gli studi condotti

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Eczema atopico : gli studi sulla genetica

Gli studi condotti sull’eczema atopico hanno dimostrato che la dermatite atopica è associata a fattori genetici tra il 50 e il 70% degli individui che ne soffrono. Se entrambi i genitori sono affetti da dermatite atopica infatti, il rischio per i bambini di sviluppare la dermatite allergica raggiunge l’80%. È probabile che diversi geni contribuiscano allo sviluppo della malattia. Recenti studi hanno evidenziato alcune anomalie in alcuni pazienti nel gene codificante filaggrina, una molecola necessaria per la formazione dello strato corneo e la resistenza della barriera cutanea. Dal punto di vista immunologico, sono state identificate due forme di dermatite atopica: quella associata all’ipersensibilità mediata da immunoglobulina, presente in eccesso nel sangue e nelle zone di contatto con la pelle, e quella che ne presenta una sintomatologia simile ma meno spesso associata ad altre condizioni allergiche come l’asma. Le molecole di immunoglobulina (IgE) segnalano una reazione del sistema immunitario agli allergeni negli alimenti, all’ambiente domestico o all’ambiente esterno. La dermatite atopica è anche caratterizzata da un afflusso anormale dei linfociti T in aree in cui le lesioni sviluppano l’ eczema atopico. ( per approfondimenti: Dermatite atopica: un aiuto dai batteri )

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I fattori ambientali

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L’aumento della prevalenza della dermatite atopica e quindi dell’eczema atopico ( per approfondimenti: Dermatite atopica: lo studio sui batteri)osservato durante gli ultimi 40 anni indica che i cambiamenti ambientali giocano un ruolo fondamentale nel fenomeno, mentre le cause genetiche non possono spiegare un tale rapido cambiamento. Molti fattori possono contribuire a questo aumento: la perdita di salute e l’eccesso di stimolazione del sistema immunitario in una fase iniziale di sviluppo, il lavaggio eccessiva della pelle, ambiente domestico scarsamente ventilato che favorisce la presenza degli acari, maggiore presenza di animali domestici, l’ evoluzione e la diversificazione delle abitudini alimentari, l’esposizione al tabacco e all’ inquinamento industriale, ed altro ancora. E’ difficile stimare il peso relativo di questi fattori, che sono di natura complessa e agiscono spesso in combinazione.

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