Diascopia quali informazioni fornisce

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Diascopia quali informazioni fornisce

Per identificare alcune alterazioni cutanee si esegue la diascopia o vitropressione che consiste nell’osservazione della pelle attraverso una lastrina di vetro con cui esercitare pressione per allontanare il sangue e permettere la valutazione di alcune alterazioni cutanee in questo modo è possibile visualizzare eventuali versamenti oppure ispessimenti della pelle. Il medico con questo esame ha la possibilità di identificare i cambiamenti di colore che si verificano quando si esercita pressione sulla pelle, nel corso di questo esame dermatologico si tiene dunque premuto un vetrino del microscopio contro la lesione che impallidisce o cambia colore, nello specifico alcuni tipi di lesioni tendono a diventare bianche mentre altre si colorano assumendo un caratteristico colore di gelatina di mele. Invece si esegue un esame di epidiascopia di superficie per monitorare un neo cutaneo per prevenire la possibile degenerazione tumorale in questo caso si esegue una serie di immagini fotografiche ingrandite e dall’alta risoluzione si ottiene così un archivio fotografico dei nevi che vengono localizzati a livello locale su tutta la superficie del corpo del paziente, grazie poi alla ripetizione periodica dell’esame epidiascopico è possibile riconoscere le eventuali alterazioni dei nevi e così prevenire la degenerazione tumorale. Altre informazioni si trovano su: http://www.salutepiu.info/nevi-cutanei-melanoma/.

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Esame epidiascopico quando si esegue

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L’esame epidiascopico di superficie detto anche epiluminescenza in genere viene integrato con la digitalizzazione delle immagini e la comparazione computerizzata con archivi digitali di immagini con diagnosi già nota, attraverso la valutazione di questi dati spetterà al dermatologo decidere la rimozione chirurgica del neo oppure proseguire nel tempo con il controllo periodico. In caso di asportazione chirurgica di un nevo, che si esegue in anestesia locale, si procede con l’estirpazione del nevo in associazione con una minima porzione di tessuto cutaneo e sottocutaneo; l’incisione chirurgica assume la forma di una piccola losanga orientata lungo le linee di tensione della cute per rendere meno evidente la cicatrice. Il nevo dopo la sua rimozione viene sottoposto ad esame istologico per studiarne la caratteristica cellulare ed ottenere così una diagnosi certa.

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