Dermatiti tubercolari: manifestazioni

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Dermatiti tubercolari

Il bacillo di Koch può alimentare anche delle infezioni a livello cutaneo che si traducono nella manifestazione di dermatiti tubercolari che assumono dei tratti caratteristici ma variegati ed infatti alcuni pazienti possono presentare un’eruzione di tipo ulceroso; talvolta questa forma di dermatite sfocia in verruche; la consistenza della sintomatologia cutanea può essere anche di carattere luposo o gommoso. Nei casi in cui il bacillo di Koch  ha modo di entrare a contatto con l’organismo umano attraverso la cute tende a moltiplicarsi innescando a livello cutaneo le prime manifestazioni dell’infezione che danno forma ad una dermatite verrucosa. In ambito medico si fa una distinzione tra dermatite tubercolare primaria e dermatite tubercolare secondaria: la prima forma si viene ad evidenziare quando i micobatteri tipici e atipici sono in grado di aggredire la cute dall’esterno, questo processo di invasione si verifica nei soggetti che non presentano lesioni tubercolari in altri organi; invece la forma secondaria si caratterizza per lo spostamento del bacillo verso la cute dopo aver alimentato precedentemente un focus infettivo all’interno dell’organismo del soggetto ospite, in questo caso le dermatiti tubercolari si scatenano per contiguità,  per diffusione linfatica o per propagazione ematogena, altre eziologie sono costituite dall’innesto esogeno. Altre notizie su Dermatite allergica da contatto causata da piante.

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L’evoluzione della dermatite carbonchiosa

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Questa malattia è detta anche Carbonchio cutaneo o dermatite carbonchiosa, ma anche o dermatite flittenulare necrotica, in quanto nella zona d’ingresso del patogeno sorge una chiazza arrossata e pruriginosa, nota comunemente con il termine di pulce maligna; dopo questa prima insorgenza si formano delle vescicole giallastre trasparenti ripiene di sangue. In seguito le vescicole si rompono e vanno incontro alla comparsa di un’escara nera color carbone, circondata da un’area arrossata. Su queste aree si riformano delle vesciche che subiscono lo stesso processo che le porta ad estendere l’escara, che può addirittura formare delle zone necrotiche in particolare su labbra, palpebre, petto, avambracci, dorso delle mani. Dopo la comparsa delle prime manifestazioni  sulla pelle il soggetto può essere colpito da stadi febbrili, a volte poi l’infezione può assumere carattere setticemico; in particolare i microrganismi carbonchiosi in caso di difese immunitarie troppo basse possono diffondersi nel sangue alimentando casi di batteriemia. Maggiori informazioni su Dermatite da contatto irritante acuta e cronica.

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