Dermatite da contatto: il Patch Test è pericoloso?

2012/10/09

La dermatite da contatto è una malattia della pelle in grado di peggiorare la qualità della vita. Non mette seriamente a rischio la salute, ma causa problemi (in alcuni casi assai vistosi) di natura estetica. La dermatite da contatto si manifesta, infatti, con rossore, macchie, escoriazioni, papule e altri sintomi sgradevoli alla vista.

Guarire dalla dermatite da contatto si può, ma la strada è impervia. I primi problemi nascono già in sede di diagnosi. Innanzitutto, va prima chiarita la natura della dermatite da contatto, se puramente irritativa o specificatamente allergica. Una volta accertato, per esempio, la natura allergica, va rintracciata la sostanza che scatena la malattia che, ovviamente, è diversa da paziente a paziente.

Per avere ulteriori informazioni su questa patologia, per capire come curarla o come riconoscerla dai sintomi, ti consiglio di leggere i seguenti articoli: Dermatite da contatto, rimedi naturali e Dermatite da contatto, riconosciamola dai sintomi.

Dermatite da contattoIl metodo per individuare la sostanza allergenica più diffuso e utilizzato è il Patch Test (letteralmente “test del cerotto”). Esso prevede l’applicazione di un cerotto che rilascia la sostanza sospetta. Se questo contatto prolungato causa le tipiche manifestazioni alla dermatite da contatto allora si può parlare di diagnosi e si può improntare un primo abbozzo di terapia.

Il Patch Test va eseguito rispettando alcune indicazioni. Innanzitutto, il cerotto va tenuto per almeno 48 ore (meglio se 72). Esso non deve entrare a contatto con liquidi di alcun genere, quindi non bisogna bagnarlo ed è meglio ridurre al minimo la sudorazione. Vanno inoltre ignorati il prurito e l’irritazioni, in quanto conseguenze logiche (specie se il Patch Test risulta positivo).

Ci sono controindicazioni al Patch Test? E’ pericoloso? Le controindicazioni in genere sono poche, e questo fa del Patch Test un metodo  molto tollerato. Bisogna evitarlo, però, se la temperatura esterna è alta (il cerotto potrebbe staccarsi) e, soprattutto, se il paziente non può sospendere l’assunzione di alcuni farmaci (antistaminici e cortisonici). Infine, l’esame non dovrebbe essere realizzato in stato di gravidanza.

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