Arnica montana disturbi cutanei

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Arnica montana disturbi cutanei: quando viene indicata

Oltre ad essere notoriamente impiegata in caso di dolori muscolari ed articolari, l’arnica montana è utilizzata a livello topico anche in caso di alcuni disturbi cutanei. Dunque anche se è notoriamente conosciuto come agente omeopatico topico utile per il trattamento del dolore questo rimedio fitoterapico può apportare benefici in caso acne, foruncoli, eruzioni cutanee, lividi, gonfiori e ferite; l’arnica nella formulazione di diversi preparatici ad uso locale è indicata anche per il trattamento di: contusioni, distorsioni, dolori muscolari, dolori articolari, rigidità muscolare. La pianta possiede infatti proprietà antisettiche, antinfiammatorie e antidolorifiche da ascrivere alla composizione della pianta dove si concentrano due  principi attivi a cui ascrivere un efficace effetto curativo, si tratta di due sostanze chimiche  come l’elenalina e la diidroelenalina che intervengono nei confronti dell’azione delle cellule immunitarie, favorendo il meccanismo di eliminazione dell’organismo dei batteri, intervenendo così anche sul processo infiammatorio che si riduce.

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Raccomandazioni d’uso

arnica montana disturbi cutanei

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Gli estratti della pianta sono comunemente usati nei rimedi naturali ed omeopatici in particolare per lenire il dolore, si tratta di preparati disponibili nella formulazione di unguenti, creme, gel, compresse solubili, è bene attenersi alle indicazioni del proprio erborista di fiducia, di fatto bisogna seguire delle precauzioni anche se si tratta di un rimedio naturale, dal momento che l’uso dell’arnica potrebbe scatenare eventuali interazioni farmacologiche soprattutto se viene applicata topicamente, invece se viene assunta per via orale tende ad intensificare l’azione dei farmaci anticoagulanti; quando si usa l’arnica montana non va applicata direttamente sulle ferite aperte o sulle mucose è bene poi prestare attenzione quando si assume oralmente, questo uso deve essere effettuato sotto stretto controllo medico, il trattamento non deve protrarsi troppo nel tempo, al massimo 1 o 2 settimane; si possono verificare casi di reazioni allergiche o di ipersensibilità, in presenza dei primi problemi è fondamentale interrompere il trattamento e rivolgersi prontamente al proprio medico curante.

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